Forfettario 2026: come si calcolano le tasse (con esempio)
Se sei in regime forfettario, capire come si calcolano le tasse nel forfettario è il primo passo per non farti sorprendere a fine anno. Il meccanismo ha quattro passaggi fissi: coefficiente di redditività, contributi previdenziali, deduzione dei contributi e imposta sostitutiva. In questa guida li vediamo uno per uno, con un esempio numerico completo.
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I quattro passaggi del calcolo
- Reddito imponibile: si applica il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO al fatturato (ricavi o compensi incassati nell'anno).
- Contributi previdenziali: si calcolano sul reddito imponibile, non sul fatturato lordo, in base alla propria gestione (Gestione Separata INPS oppure Artigiani/Commercianti).
- Deduzione dei contributi: i contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito imponibile, prima di calcolare l'imposta (art. 1, comma 64, L. 190/2014).
- Imposta sostitutiva: si applica al reddito che resta dopo la deduzione, con aliquota del 15%, oppure del 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano i requisiti (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non mera prosecuzione di un lavoro dipendente).
Esempio: professionista che fattura 30.000 € l'anno
Prendiamo un professionista (coefficiente di redditività 78%, attività professionali/scientifiche/tecniche) iscritto alla Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale), che nel 2026 fattura 30.000 €.
| Passo | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| 1. Reddito imponibile | 30.000 € × 78% | 23.400 € |
| 2. Contributi INPS (26,07%) | 23.400 € × 26,07% | 6.100,38 € |
| 3. Reddito dopo la deduzione | 23.400 € − 6.100,38 € | 17.299,62 € |
| 4. Imposta sostitutiva (15%) | 17.299,62 € × 15% | 2.594,94 € |
| Totale da versare (imposta + contributi) | 2.594,94 € + 6.100,38 € | 8.695,32 € |
Con l'aliquota agevolata del 5% (primi 5 anni, se si rispettano i requisiti), cambia solo il passo 4:
| Passo | Calcolo | Risultato |
|---|---|---|
| 4. Imposta sostitutiva (5%) | 17.299,62 € × 5% | 864,98 € |
| Totale da versare | 864,98 € + 6.100,38 € | 6.965,36 € |
Nota: i contributi (6.100,38 €) restano uguali in entrambi i casi: cambia solo l'imposta sostitutiva, perché l'aliquota agevolata riguarda solo quella, non i contributi INPS.
Come cambia con un commerciante o artigiano
Per artigiani e commercianti il coefficiente di redditività è 40% e la previdenza non è la Gestione Separata ma la Gestione Artigiani/Commercianti: un contributo fisso annuo (4.521,36 € per gli artigiani, 4.611,64 € per i commercianti nel 2026, dovuto comunque, anche a fatturato basso) più una quota a percentuale (24% o 24,48% sopra il minimale di 18.808 €, con +1 punto oltre 56.224 € di reddito). Chi era già attivo entro il 28 febbraio può chiedere, con domanda, la riduzione del 35% dei contributi. Il calcolo dell'imposta sostitutiva segue la stessa logica del professionista: coefficiente sul fatturato, poi deduzione dei contributi versati, poi 15% (o 5%).
Acconti e scadenze 2026
L'imposta sostitutiva dei forfettari si versa in due rate del 50% ciascuna (art. 58 DL 124/2019), salvo importi piccoli:
- imposta dell'anno precedente fino a 51,65 € (arrotondata a 52 €): nessun acconto dovuto;
- da 52 € a 206 €: un'unica rata entro il 30 novembre;
- da 207 € in su: due rate da 50% ciascuna.
Perché 206 € e non i 257,52 € che si leggono spesso? L'acconto si divide in due solo se la prima rata supera 103 € (art. 17 DPR 435/2001). Per i forfettari che svolgono un'attività per cui è approvato un ISA (quasi tutte) le rate sono del 50% (art. 58 DL 124/2019, Risoluzione AdE 93/E del 12/11/2019), quindi la soglia scende a 206 €. I 257,52 € valgono con le rate 40% + 60%, cioè per le poche attività senza ISA.
Per il 2026, il saldo 2025 e il primo acconto 2026 sono stati prorogati al 20 luglio 2026 senza maggiorazione (oppure entro i 30 giorni successivi con una maggiorazione dello 0,80%, ai sensi dell'art. 6 DL 89/2026). Il secondo acconto scade il 30 novembre 2026. La dichiarazione dei redditi delle persone fisiche per il 2026 (redditi 2025) scade il 2 novembre 2026.
Nel nostro esempio con aliquota al 15%, l'imposta di 2.594,94 € si divide in due rate da 1.297,47 € ciascuna (20 luglio e 30 novembre). Con l'aliquota al 5%, le due rate sono da 432,49 € ciascuna.
Domande frequenti
I contributi INPS si dividono anche loro in acconti come l'imposta?
La regola delle due rate del 50% riguarda l'imposta sostitutiva. I contributi si versano secondo le regole della propria gestione previdenziale (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti), con proprie scadenze.
Posso dedurre anche i contributi versati per la Gestione Separata al 24% (pensionati o iscritti ad altra previdenza)?
Sì: qualsiasi contributo previdenziale obbligatorio versato è deducibile dal reddito forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), indipendentemente dall'aliquota INPS applicata.
L'aliquota del 5% dura per sempre?
No, si applica solo per i primi 5 anni di attività, a condizione che non ci sia stata un'attività simile nei 3 anni precedenti e che non sia una mera prosecuzione di un altro lavoro. Dal sesto anno l'aliquota diventa 15%.
Cosa succede se supero gli 85.000 € di ricavi?
Cambiano le regole di accesso al regime: ne parliamo nella guida dedicata al limite degli 85.000 €.
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Contenuto informativo scritto con l'IA, non sostituisce un professionista. Aggiornato a settembre 2026.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, requisiti del regime forfettario
- Regime-forfettario.it, imposta sostitutiva al 5%
- FISCOeTASSE, coefficienti di redditività ATECO
- INPS, circolare n. 8 del 03/02/2026 (Gestione Separata)
- INPS, circolare n. 14 del 09/02/2026 (Artigiani e Commercianti)
- EC News/Eutekne, scadenze di versamento per i forfettari
- Agenzia delle Entrate, imposte sui redditi dei professionisti