Aggiornato: 26/09/2026

Forfettario 2026: come si calcolano le tasse (con esempio)

Se sei in regime forfettario, capire come si calcolano le tasse nel forfettario è il primo passo per non farti sorprendere a fine anno. Il meccanismo ha quattro passaggi fissi: coefficiente di redditività, contributi previdenziali, deduzione dei contributi e imposta sostitutiva. In questa guida li vediamo uno per uno, con un esempio numerico completo.

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I quattro passaggi del calcolo

  1. Reddito imponibile: si applica il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO al fatturato (ricavi o compensi incassati nell'anno).
  2. Contributi previdenziali: si calcolano sul reddito imponibile, non sul fatturato lordo, in base alla propria gestione (Gestione Separata INPS oppure Artigiani/Commercianti).
  3. Deduzione dei contributi: i contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito imponibile, prima di calcolare l'imposta (art. 1, comma 64, L. 190/2014).
  4. Imposta sostitutiva: si applica al reddito che resta dopo la deduzione, con aliquota del 15%, oppure del 5% per i primi 5 anni di attività se si rispettano i requisiti (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non mera prosecuzione di un lavoro dipendente).

Esempio: professionista che fattura 30.000 € l'anno

Prendiamo un professionista (coefficiente di redditività 78%, attività professionali/scientifiche/tecniche) iscritto alla Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale), che nel 2026 fattura 30.000 €.

Passo Calcolo Risultato
1. Reddito imponibile 30.000 € × 78% 23.400 €
2. Contributi INPS (26,07%) 23.400 € × 26,07% 6.100,38 €
3. Reddito dopo la deduzione 23.400 € − 6.100,38 € 17.299,62 €
4. Imposta sostitutiva (15%) 17.299,62 € × 15% 2.594,94 €
Totale da versare (imposta + contributi) 2.594,94 € + 6.100,38 € 8.695,32 €

Con l'aliquota agevolata del 5% (primi 5 anni, se si rispettano i requisiti), cambia solo il passo 4:

Passo Calcolo Risultato
4. Imposta sostitutiva (5%) 17.299,62 € × 5% 864,98 €
Totale da versare 864,98 € + 6.100,38 € 6.965,36 €

Nota: i contributi (6.100,38 €) restano uguali in entrambi i casi: cambia solo l'imposta sostitutiva, perché l'aliquota agevolata riguarda solo quella, non i contributi INPS.

Come cambia con un commerciante o artigiano

Per artigiani e commercianti il coefficiente di redditività è 40% e la previdenza non è la Gestione Separata ma la Gestione Artigiani/Commercianti: un contributo fisso annuo (4.521,36 € per gli artigiani, 4.611,64 € per i commercianti nel 2026, dovuto comunque, anche a fatturato basso) più una quota a percentuale (24% o 24,48% sopra il minimale di 18.808 €, con +1 punto oltre 56.224 € di reddito). Chi era già attivo entro il 28 febbraio può chiedere, con domanda, la riduzione del 35% dei contributi. Il calcolo dell'imposta sostitutiva segue la stessa logica del professionista: coefficiente sul fatturato, poi deduzione dei contributi versati, poi 15% (o 5%).

Acconti e scadenze 2026

L'imposta sostitutiva dei forfettari si versa in due rate del 50% ciascuna (art. 58 DL 124/2019), salvo importi piccoli:

Perché 206 € e non i 257,52 € che si leggono spesso? L'acconto si divide in due solo se la prima rata supera 103 € (art. 17 DPR 435/2001). Per i forfettari che svolgono un'attività per cui è approvato un ISA (quasi tutte) le rate sono del 50% (art. 58 DL 124/2019, Risoluzione AdE 93/E del 12/11/2019), quindi la soglia scende a 206 €. I 257,52 € valgono con le rate 40% + 60%, cioè per le poche attività senza ISA.

Per il 2026, il saldo 2025 e il primo acconto 2026 sono stati prorogati al 20 luglio 2026 senza maggiorazione (oppure entro i 30 giorni successivi con una maggiorazione dello 0,80%, ai sensi dell'art. 6 DL 89/2026). Il secondo acconto scade il 30 novembre 2026. La dichiarazione dei redditi delle persone fisiche per il 2026 (redditi 2025) scade il 2 novembre 2026.

Nel nostro esempio con aliquota al 15%, l'imposta di 2.594,94 € si divide in due rate da 1.297,47 € ciascuna (20 luglio e 30 novembre). Con l'aliquota al 5%, le due rate sono da 432,49 € ciascuna.

Domande frequenti

I contributi INPS si dividono anche loro in acconti come l'imposta?

La regola delle due rate del 50% riguarda l'imposta sostitutiva. I contributi si versano secondo le regole della propria gestione previdenziale (Gestione Separata o Artigiani/Commercianti), con proprie scadenze.

Posso dedurre anche i contributi versati per la Gestione Separata al 24% (pensionati o iscritti ad altra previdenza)?

Sì: qualsiasi contributo previdenziale obbligatorio versato è deducibile dal reddito forfettario prima di calcolare l'imposta sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014), indipendentemente dall'aliquota INPS applicata.

L'aliquota del 5% dura per sempre?

No, si applica solo per i primi 5 anni di attività, a condizione che non ci sia stata un'attività simile nei 3 anni precedenti e che non sia una mera prosecuzione di un altro lavoro. Dal sesto anno l'aliquota diventa 15%.

Cosa succede se supero gli 85.000 € di ricavi?

Cambiano le regole di accesso al regime: ne parliamo nella guida dedicata al limite degli 85.000 €.

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Contenuto informativo scritto con l'IA, non sostituisce un professionista. Aggiornato a settembre 2026.

Fonti