Aggiornato: 29/09/2026

Contributi INPS nel forfettario 2026: Gestione Separata o Artigiani/Commercianti, e la riduzione del 35%

Nel regime forfettario l'imposta sostitutiva non è l'unica cosa da mettere da parte: ci sono anche i contributi INPS, che di solito pesano più delle tasse. Quale gestione INPS ti riguarda dipende dal tipo di attività, e le regole (e gli importi) sono diverse: la Gestione Separata non ha un contributo minimo fisso, la Gestione Artigiani/Commercianti sì, ma può ridurlo del 35% se sei forfettario. Vediamo le aliquote 2026, come funziona la riduzione e un esempio numerico per ciascuna gestione.

Quale gestione INPS in base alla tua attività

Il coefficiente di redditività applicato al fatturato per calcolare l'imposta è lo stesso indipendentemente dalla gestione (vedi la tabella dei coefficienti ATECO e la guida su come si calcolano le tasse nel forfettario): a cambiare sono le regole e le aliquote dei contributi.

Gestione Separata: aliquote 2026

Per il 2026 (INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026), i lavoratori autonomi con partita IVA iscritti alla Gestione Separata pagano:

Situazione Aliquota 2026
Senza altra copertura previdenziale, non pensionato 26,07% (25% IVS + 0,72% aliquote aggiuntive + 0,35% ISCRO)
Già pensionato o assicurato presso un'altra forma previdenziale obbligatoria 24%

Nella Gestione Separata non esiste un contributo fisso minimo: paghi sempre una percentuale del reddito imponibile effettivo (il fatturato dopo il coefficiente di redditività), anche se è basso. C'è però un reddito minimale di riferimento (18.808 € per il 2026) sotto il quale l'accredito contributivo ai fini pensionistici non è per l'anno intero, ma proporzionale a quanto versato. Il massimale di reddito su cui si calcolano i contributi è 122.295 €.

Gestione Artigiani e Commercianti: aliquote e minimale 2026

Qui invece esiste un contributo fisso annuo dovuto anche a fatturato zero, calcolato sul "reddito minimale" (18.808 € per il 2026). Le aliquote 2026 (INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026) sono:

Scaglione di reddito Artigiani Commercianti
Fino a 56.224 € 24% 24,48% (24% + 0,48% per l'indennizzo di cessazione attività)
Oltre 56.224 € 25% 25,48%

Il contributo fisso sul minimale (18.808 €), comprensivo della quota maternità di 7,44 € annui, per il 2026 è:

Se il tuo reddito imponibile (dopo il coefficiente di redditività) supera 18.808 €, paghi in più un contributo a conguaglio sulla parte eccedente, alle aliquote della tabella sopra. Il massimale di reddito è 93.707 € per chi ha anzianità contributiva al 31/12/1995, 122.295 € per chi si è iscritto dopo.

La riduzione del 35% per chi è forfettario

Solo per chi paga alla Gestione Artigiani/Commercianti (non per la Gestione Separata, che non ne ha bisogno perché non ha un minimo fisso), l'articolo 1, commi 77-84, della legge 190/2014 prevede un regime contributivo agevolato: sul reddito forfettario si applica un contributo ridotto del 35% rispetto a quello ordinario.

Come funziona in pratica:

Esempio numerico

Gestione Separata — consulente di marketing, fatturato 2026 di 30.000 €, coefficiente di redditività 78% (come nell'esempio della guida sul calcolo delle tasse): reddito imponibile 23.400 €. Contributi dovuti: 23.400 € × 26,07% = 6.100,38 €. Nessuna riduzione possibile in questa gestione.

Artigiani, primo anno di attività, con riduzione 35% — falegname che nel primo anno fattura 20.000 €, coefficiente di redditività 40%: reddito imponibile 8.000 €, sotto il minimale di 18.808 €. Paga quindi il contributo fisso sul minimale:

Calcolo Importo
Contributo pieno sul minimale 4.521,36 €
Con riduzione 35% (4.521,36 € × 65%) 2.938,88 €
Risparmio annuo 1.582,48 €

Per avere questo risparmio già dal primo anno deve comunicare l'adesione al regime agevolato all'INPS il prima possibile dopo l'iscrizione, senza aspettare il 28 febbraio dell'anno successivo.

Domande frequenti

La riduzione del 35% vale anche per la Gestione Separata?

No. Riguarda solo chi è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti. La Gestione Separata non ha un contributo minimo fisso da ridurre: paga sempre una percentuale del reddito effettivo.

Se non chiedo la riduzione entro il 28 febbraio, la perdo per sempre?

No, solo per quell'anno. Puoi comunque farne richiesta per l'anno successivo, sempre entro il 28 febbraio, se rispetti ancora i requisiti del regime forfettario.

Posso tornare al regime agevolato dopo aver rinunciato?

No. Secondo l'INPS, l'uscita dal regime contributivo agevolato (tramite rinuncia) è definitiva: non è più possibile richiederlo di nuovo, anche se in futuro rispetti di nuovo i requisiti.

Il minimale di 18.808 € è uguale per Gestione Separata e Artigiani/Commercianti?

Il valore di riferimento (18.808 € per il 2026) è lo stesso, ma la conseguenza è diversa: per Artigiani/Commercianti è la base di un contributo fisso da pagare comunque; per la Gestione Separata serve solo a stabilire quanto accredito contributivo ottieni, senza un importo minimo obbligatorio.


Le aliquote e gli importi di questa guida sono quelli 2026 comunicati dall'INPS con le circolari citate in fondo. Ogni situazione (attività miste, collaboratori familiari, riscatti, casi limite sulla riduzione) va verificata con un consulente del lavoro o un commercialista, o direttamente con l'INPS: qui trovi le regole generali, non una consulenza sul tuo caso specifico.

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Contenuto informativo scritto con l'IA, non sostituisce un professionista. Aggiornato a settembre 2026.

Fonti