Chiudere la partita IVA forfettaria: come si fa e quanto costa
In breve:
- la cessazione si comunica con il modello AA9/12, entro 30 giorni dalla data in cui smetti davvero di lavorare;
- la comunicazione fiscale in sé è gratuita;
- se sei iscritto anche al Registro delle Imprese (ditta individuale, artigiano, commerciante) usi la Comunicazione Unica (ComUnica), che avvisa in un solo invio anche INPS e INAIL, e qui possono esserci diritti di segreteria da verificare con la tua Camera di Commercio;
- chiudere la partita IVA non chiude tutto in automatico: restano l'ultima dichiarazione dei redditi e l'obbligo di conservare i documenti per anni.
Prima di chiudere, conviene rivedere quanto hai già versato e cosa manca: la guida su quanto mettere da parte nel forfettario e il calcolatore tasse forfettario 2026 ti aiutano a fare i conti prima dell'ultimo anno di attività.
Il modello AA9/12: la comunicazione che chiude la partita IVA
Lo stesso modello che si usa per aprire e variare la partita IVA serve anche per chiuderla: il modello AA9/12, riquadro dedicato alla cessazione attività. Lo conferma la scheda ufficiale dell'Agenzia delle Entrate:
"è necessario compilare il modello AA9/12 e presentarlo entro 30 giorni dalla data di variazione o cessazione attività all'Agenzia delle Entrate"
Il termine, quindi, è lo stesso dell'apertura: 30 giorni dalla cessazione effettiva dell'attività, non dalla data in cui decidi di comunicarla. Per i passi e i canali di presentazione (raccomandata, Entratel/Fisconline o intermediario abilitato) valgono le stesse regole viste nella guida su aprire partita IVA in regime forfettario: la comunicazione fiscale della sola cessazione, di per sé, non ha un costo.
Chi è iscritto al Registro Imprese usa la Comunicazione Unica
Se la tua attività è d'impresa (ditta individuale commerciale o artigiana, non un semplice libero professionista), non basta l'AA9/12 da solo: la cessazione va comunicata anche al Registro delle Imprese tramite Comunicazione Unica (ComUnica), lo stesso canale telematico usato per l'apertura.
La ComUnica di cessazione ha un vantaggio: un solo invio vale anche per INPS e INAIL, senza bisogno di comunicazioni separate a ciascun ente. Lo spiega l'INPS stessa, descrivendo cosa si può presentare con la Comunicazione Unica:
"domanda di cessazione al Registro delle Imprese con effetto per l'INPS relativamente alle imprese artigiane ed esercenti attività commerciali, ai sensi dell'articolo 44, comma 8, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269" e "domanda di cessazione dell'impresa ai fini INAIL"
Quindi, per artigiani e commercianti, un'unica pratica ComUnica chiude in automatico anche la posizione previdenziale e assicurativa, senza bisogno di scrivere separatamente a INPS o INAIL.
Se sei un libero professionista senza attività d'impresa (quindi non iscritto al Registro Imprese, ma solo alla Gestione Separata INPS), l'obbligo verso il Registro Imprese non esiste: resta l'AA9/12 all'Agenzia delle Entrate. Non abbiamo trovato, sulle pagine ufficiali INPS, un adempimento distinto di "cessazione" per la sola Gestione Separata: verifica nel tuo Cassetto previdenziale INPS se compare qualcosa da comunicare, soprattutto se hai dei collaboratori o dei versamenti in corso.
Quanto costa davvero
| Adempimento | Costo |
|---|---|
| Modello AA9/12 (cessazione fiscale) | Gratuito |
| Comunicazione Unica di cessazione (solo per chi è iscritto al Registro Imprese) | Diritti di segreteria e, in alcuni casi, imposta di bollo: l'importo lo stabilisce ogni Camera di Commercio — verifica sul portale ComUnica o con la tua CCIAA prima di procedere |
| Assistenza di un intermediario (commercialista, CAF) per presentare la pratica | Facoltativa, a tariffa libera del professionista |
L'unica cifra certa e uguale per tutti è che la comunicazione fiscale pura, fatta da soli, non costa nulla. Il resto dipende dal tipo di attività e dalla Camera di Commercio di competenza: non prendere per buone cifre fisse lette in giro senza controllarle sul portale ufficiale.
Cosa NON finisce quando chiudi la partita IVA
Cessare l'attività non significa chiudere tutti gli obblighi in un colpo solo:
- l'ultima dichiarazione dei redditi va comunque presentata l'anno dopo, per i redditi (anche parziali) prodotti fino alla cessazione, con l'imposta sostitutiva dovuta su quell'ultimo periodo;
- se sei iscritto ad Artigiani/Commercianti, restano dovuti i contributi INPS fino al mese della cessazione (i fissi si fermano dal mese successivo alla chiusura, non da subito);
- fatture e documenti fiscali vanno conservati per i termini ordinari (accertamento), anche dopo la chiusura della partita IVA: non si possono buttare il giorno dopo.
Per i numeri e le scadenze dell'ultimo anno di attività, valgono le stesse regole viste per il calcolo delle tasse nel forfettario e per i codici tributo F24, semplicemente riferite all'ultimo periodo lavorato invece che a un anno intero.
Domande frequenti
Entro quanti giorni devo comunicare la chiusura della partita IVA?
Entro 30 giorni dalla data in cui l'attività cessa effettivamente, con il modello AA9/12. Il termine non cambia tra professionisti e imprese.
Chiudere la partita IVA costa qualcosa?
La comunicazione fiscale con AA9/12 è gratuita. Se sei iscritto al Registro Imprese (ditta individuale, artigiano, commerciante), la Comunicazione Unica può comportare diritti di segreteria e, in alcuni casi, un'imposta di bollo: l'importo lo decide la singola Camera di Commercio, quindi verificalo prima con la tua CCIAA o sul portale ComUnica.
Se sono un professionista devo avvisare anche l'INPS separatamente?
Per artigiani e commercianti, no: la Comunicazione Unica di cessazione al Registro Imprese vale anche per INPS e INAIL. Per i professionisti iscritti alla sola Gestione Separata non risulta, dalle pagine ufficiali INPS, un adempimento di cessazione distinto: controlla il tuo Cassetto previdenziale in caso di dubbio.
Dopo la chiusura devo ancora fare la dichiarazione dei redditi?
Sì. L'anno successivo alla cessazione presenti comunque la dichiarazione per i redditi prodotti fino a quel momento, con la stessa imposta sostitutiva vista nella guida sul calcolo delle tasse forfettario.
Posso riaprire la partita IVA forfettaria in seguito?
Sì, non c'è un divieto legato alla sola chiusura: quando riapri valgono i normali requisiti di accesso al regime, spiegati nella guida su requisiti e cause di esclusione del forfettario.
Il Registro Forfettario 2026 di ContiSereni è un file Excel (funziona anche in Google Sheets e LibreOffice): per ogni incasso calcola contributi e imposta da accantonare, controlla la soglia degli 85.000 €, tiene traccia del bollo per trimestre e delle scadenze, con un riepilogo a cruscotto.
Scopri il Registro Forfettario, 9,90 €
Contenuto informativo scritto con l'IA, non sostituisce un professionista. Aggiornato a settembre 2026.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, "Partita IVA persone fisiche (AA9/12): come variare o chiudere"
- INPS, "Comunicazione della cessazione di attività di un'azienda"
- INPS, "Apertura, variazione, chiusura azienda/attività"
I punti segnalati come "da verificare" in questa guida richiedono un controllo ulteriore, con la tua Camera di Commercio o un professionista, prima di essere usati per decisioni pratiche.