Aggiornato: 26/09/2026

Secondo acconto forfettario 2026: quanto pagare il 30/11

Entro lunedì 30 novembre 2026 chi è in regime forfettario deve versare il secondo acconto dell'imposta sostitutiva per il 2026. In sintesi:

Qui sotto trovi il perché, tre esempi e come compilare l'F24. Se vuoi prima ripassare come si calcola l'imposta, c'è la guida su come si calcolano le tasse nel forfettario.

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Chi deve pagarlo

Devi pagare gli acconti 2026 se sei in regime forfettario e nella dichiarazione dei redditi 2025 (modello Redditi PF 2026) al rigo LM42 hai un'imposta sostitutiva di almeno 52 €.

Con il metodo "storico", il più usato, l'acconto totale per il 2026 è pari al 100% dell'imposta dell'anno prima. Si divide in due rate: la prima era in scadenza d'estate (per i forfettari, nel 2026, il termine è stato spostato al 20 luglio), la seconda si paga entro il 30 novembre.

Non paghi acconti di imposta sostitutiva nel 2026 se il 2026 è il tuo primo anno di forfettario: non c'è un'imposta dell'anno prima da cui partire.

Quanto pagare: 50% o 60%?

Su questo punto in rete si trovano risposte diverse. La regola generale (art. 17 del DPR 435/2001) prevede rate del 40% e del 60%. Però dal 2019 chi svolge un'attività per cui sono approvati gli ISA (gli indici di affidabilità fiscale) paga due rate uguali, del 50% (art. 58 del DL 124/2019).

L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 93/E del 12 novembre 2019, ha chiarito che la regola del 50% vale anche per i forfettari e anche per l'imposta sostitutiva, anche se i forfettari gli ISA non li compilano: conta che per la loro attività un ISA esista. Gli ISA coprono quasi tutte le attività di professionisti, artigiani e commercianti, quindi per la maggior parte dei forfettari il secondo acconto è il 50%.

C'è poi una seconda regola: l'acconto si divide in due rate solo se la prima supera 103 €. Altrimenti si paga tutto a novembre. Con le rate al 50% questo vuol dire:

Molte guide indicano come soglia 257,52 €: quella cifra vale solo con le rate 40% + 60%, cioè per le poche attività che non hanno un ISA.

Tre esempi

Imposta LM42 (anno 2025) Rata estiva (codice 1790) Rata del 30/11 (codice 1791)
1.200 € 600 € 600 €
180 € nessuna (la metà, 90 €, non supera 103 €) 180 € in un'unica soluzione
40 € nessuna nessuna: sotto i 52 € l'acconto non è dovuto

Il secondo caso è quello che confonde di più: d'estate non si paga niente, ma a novembre va versato tutto l'acconto, cioè 180 €, non la metà.

Come compilare l'F24

Il secondo acconto si paga con il modello F24, nella sezione Erario:

Attenzione a non usare i codici dell'IRPEF (4033 e 4034): i forfettari non pagano IRPEF su questo reddito ma l'imposta sostitutiva, che ha codici propri (1790 primo acconto, 1791 secondo acconto, 1792 saldo).

Se hai una partita IVA, l'F24 va pagato in via telematica: con l'home banking della tua banca oppure con i servizi online dell'Agenzia delle Entrate.

Il secondo acconto si paga in un'unica soluzione entro il 30 novembre: la rateazione mensile che conosci per il saldo e il primo acconto non vale per la rata di novembre.

Metodo storico o previsionale

Il metodo storico (100% dell'imposta dell'anno prima) è il più semplice e non espone a sanzioni. Esiste anche il metodo previsionale: se sai che l'imposta del 2026 sarà più bassa di quella del 2025 (per esempio perché fatturi meno, o perché quest'anno deduci più contributi), puoi calcolare l'acconto sulla tua stima e versare meno.

Il rischio è sbagliare per difetto. Se a fine anno l'acconto versato risulta inferiore a quello che era dovuto, sulla differenza si applica una sanzione del 25% (misura in vigore per i versamenti in scadenza dal 1° settembre 2024, D.Lgs. 87/2024), più gli interessi. La sanzione si riduce se rimedi con il ravvedimento operoso. Il previsionale conviene solo se la stima è prudente e hai i numeri sotto controllo: un registro degli incassi aggiornato aiuta molto.

E i contributi INPS?

Anche i contributi hanno un acconto a novembre, separato da quello dell'imposta:

Ne parleremo in una guida dedicata. Tutto quello che trovi qui è una stima a scopo informativo, non una consulenza: per casi particolari chiedi a un professionista.

Domande frequenti

Ho aperto la partita IVA nel 2026: devo pagare il secondo acconto?

No, per l'imposta sostitutiva no: nel primo anno di regime forfettario manca l'imposta dell'anno precedente su cui calcolare gli acconti. Pagherai saldo e primi acconti nel 2027. Se però hai anche altri redditi (per esempio da lavoro dipendente), per quelli potrebbero valere le regole ordinarie dell'IRPEF.

Il secondo acconto è il 50% o il 60%?

Per la maggior parte dei forfettari è il 50%, perché la loro attività ha un ISA approvato (Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate 93/E del 2019). Il 60% vale solo per le attività senza ISA.

Posso rateizzare il secondo acconto?

No. Il secondo acconto va versato in un'unica soluzione entro il 30 novembre 2026. La rateazione mensile riguarda il saldo e il primo acconto.

Che codice tributo uso se pago l'acconto tutto a novembre?

Sempre il 1791, con anno di riferimento 2026. Il codice 1790 si usa solo per la prima rata.

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Contenuto informativo scritto con l'IA, non sostituisce un professionista. Aggiornato a settembre 2026.

Fonti